Adesso ci troviamo in un periodo nel quale il livello marino è ai suoi massimi e la quantità di ghiacci al suo minimo, infatti siamo in un'era interglaciale, ma circa 15-20.000 anni fa, durante l'ultima galciazione, chiamata Wurmiana (Wiscosiana nella letteratura nordamericana), il mare si trovava circa 100-120 metri più in basso, e questo è documentato dalla presenza di sedimenti che contengono molluschi di acqua salmastra, ooliti e torbe, tutte caratteristiche di ambiente litoraneo che si ritrovano circa 100 metri al di sotto del livello attuale dei mari. Inoltre è ormai assodato che durante il Miocene superiore il Mediterraneo rimase isolato dall'Oceano Atlantco e in parte si prosciugò come dimostrano gli enormi depositi evaporitici (vedi rocce sedimentarie). Quindi si sono avute, nel corso dei millenni delle rapide sommersioni eustatiche (dette trasgressioni) seguite da delle emersioni (dette regressioni), che si suppone abbiano agito più lentamente delle trasgressioni, come è documentato durante la glaciazione del Pleistocene (circa 400.000 anni fa) durante la quale si sono avute delle fluttuazioni di 120-150 metri in meno di 10.000 anni, il che equivale ad un innalzamento di circa 1 centimetro all'anno. Oltre a questa sono accertate anche altre glaciazioni: nel trado Precambriano (600 milioni di anni fa), nel Ordoviciano Superiore (circa 450 milioni di anni fa), e nel Carbonifero (350 milioni di anni fa). È molto probabilmente da scartare l'ipotesi che queste variazioni fossero dovute ad un cambiamento della temperatura degli oceani, in quanto l'espansione termica dell'acqua è modesta e non giustifica le oscillazioni eustatiche di questa portata. Nelle figure accanto gli effetti della trasgressione marina durante il Pliocene (A) e regressione marina durante il Pleisticene in contemporanea alla massima glaciazione (B) . |

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