PIEGHE E FAGLIE



Piega sinforme coricata
Dyfed, Galles.

Più volte nelle nostre schede abbiamo sottolineato come il nostro pianeta sia in continua evoluzione. A causa della tettonica delle placche e ai conseguenti fenomeni vulcanici abbiamo visto infatti che la crosta è sede di un susseguirsi temporale di nuove catene montuose che si formano. Le porzioni di roccia che si trovano in corrispondenza degli scontri fra placche vengono sottoposte, come è facile immaginarsi, a enormi forze di compressione talvolta deformandosi, talvolta spezzandosi. E' proprio a seconda di come sono direzionate le forze in gioco e la velocità con cui queste sono applicate, oltre al tipo di roccia su cui agiscono, che si avranno in queste rocce comportamenti differenti, che in linea generale si possono raggruppare in deformazioni plastiche e rigide.

Le deformazioni di tipo plastico sono quelle che modificano la forma, e a volte la struttura (vedi metamorfismo) della roccia, ma senza che questa subisca delle rotture. Questo processo quindi "piega" le rocce, un po' come si piega una barra di ferro. È questo tipo di deformazione che da vita al fenomeno delle pieghe. Tutti i tipi di roccia possono essere interessati da pieghe, ma i risultati di tali piegamenti si notano più facilmente in rocce sedimentarie che per la loro particolare geometria costituita da strati sovrapposti aiutano l'osservatore ad individuare l'andamento curvilineo della deformazione (vedi figura in alto a sinistra).

La struttura base di una piega è composta dai fianchi che unendosi formano la cerniera; la retta che passa lungo la cerniera è chiamata asse della piega ed individua l'immersione della piega stessa (l'insieme degli assi di una piega costituisce il piano assiale.
Dalla disposizione dei fianchi si può risalire all'entità dello sforzo che ha formato la piega; infatti un piccolo sforzo darà vita a pieghe quasi piatte con i fianchi molto aperti (piega lieve), ma più lo sforzo applicato è grande e più i fianchi della piega saranno vicini, cosi si passa da pieghe lievi, a pieghe aperte, chiuse, strette ed isoclinali nelle quali i fianchi della piega sono paralleli.
Le pieghe in cui gli strati sono incurvati verso l'alto si dicono sinclinali, mentre quelle con gli strati verso il basso sono chiamate anticlinali (dipendendo sull'età degli strati che si trovano nel nucleo della piega, si distinguono anche le anticlinali sinformi e le sinclinali sinformi). Accanto uno schema che illustra l'immersione degli assi delle pieghe.


La deformazione elastica è quel genere di deformazione attraverso il quale la materia si deforma solo nel momento della spinta e quando questa viene meno torna nel suo stato iniziale senza aver subito alcuna modificazione. Questo tipo di deformazione in realtà si osserva raramente in natura poiché noi vediamo e studiamo i risultati della deformazione e non mentre questa avviene, inoltre materiali completamente elastici non esistono in natura.



 
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